Castellabate Mare e Spiagge

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Il mare e le spiagge del comune di Castellabate

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Introduzione al mare e alle spiagge di Castellabate

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Mare e spiagge di Castellabate

Castellabate è una delle perle della costiera cilentana che si affaccia sul mare Tirreno, nel golfo di Salerno. Il comune, con la sua baia compresa tra punta Tresino e punta Licosa, si estende prevalentemente (19 km) lungo il mare, gran parte tutelato dall’area marina protetta Santa Maria di Castellabate e insignito di diversi riconoscimenti. La costa di Castellabate è molto variegata, si alternano, infatti, senza continuità, lunghe spiagge dorate, spiagge di sassi, scogli, alti dirupi, baie e calette naturali.

Il mare di Castellabate

Castellabate: un mare di qualità

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Mare di Castellabate

Il mare per Castellabate è stato da sempre una risorsa preziosa: anticamente l’attività economica principale del territorio era la pesca, ora il turismo, prevalentemente balneare e diportistico.

Quello di Castellabate è un mare incontaminato che si contraddistingue per la qualità delle sue acque di balneazione, premiate, annualmente, con la Bandiera Blu Fee e le 4 Vele di Legambiente nella Guida Blu.

Con le sue grotte marine (specialmente verso punta Pagliarolo) e fondali interessanti lungo tutto il litorale, le acque di Castellabate si prestano pertanto ad essere le mete ideali per escursioni subacquee e per praticare lo snorkeling. Per i sub più esperti ed esigenti si segnalano le immersioni nei pressi dei relitti della Seconda guerra mondiale: la motonave Alfieri a largo del mare di punta Tresino (-54 metri di quota) e il Cargo KT a largo del mare di punta Licosa (-74 metri).

Guarda il video di snorkeling nel mare di Santa Maria di Castellabate

Un mare ricco: l’area marina protetta Santa Maria di Castellabate

7.095,00 ettari del mare e 2 ettari della costa di Castellabate compresi tra la punta di Ogliastro e la baia del Sauco, data l’importanza del patrimonio naturale ed ambientale esistente, sono tutelati dall’istituzione nel 2009 dell’area marina protetta Santa Maria di Castellabate. Già nel 1972, la fascia di mare tra punta Licosa e punta Tresino fu presa in considerazione da Pietro Dohrn della Stazione zoologica di Napoli per istituirvi uno dei primi parchi marini in Italia. L’area, in base alle caratteristiche socioeconomiche e naturali, è suddivisa in zone sottoposte a diverso regime di tutela e conservazione.

  • Zona A: riserva integrale (vieta anche la balneazione) di 169 ettari compresa tra punta Tresino e vallone Maroccia.
  • Zona B: riserva generale (consente la balneazione e la navigazione non superiore a 5 nodi entro i 300 metri dalla costa) di 3092 ettari che comprende il tratto di mare tra punta Torricella e punta dell’Ogliastro e quello circostante la zona A di Punta Tresino.
  • Sottozona B1: è una zona di 134 ettari situata nei pressi della pineta di Licosa.
  • Zona C: riserva parziale (con limitazioni circoscritte) di 3699 ettari che comprende il residuo tratto di mare dell’AMP.
AMP Santa Maria di Castellabate M

Mappa AMP Santa Maria di Castellabate

Flora e fauna del mare di Castellabate

Immagine triglia rossa di licosa

Triglia rossa del mare di Licosa

Sono diverse le specie animali e vegetali, alcune molto rare, che vivono nel mare di Castellabate. Il fondale marino è contraddistinto dalla presenza del coralligeno e di estese praterie di posidonia oceanica: l’habitat ideale per diversi pesci e crostacei come il pesce pappagallo mediterraneo e la Syriella Castellabatensis, un crostaceo scoperto nel 1975 nel mare di Licosa, ma anche ricci di mare, madrepore, gorgonie, briozoi, spugne e colonie di nacchere, un mollusco bivalve protetto. A Licosa è presente una delle poche biocostruzioni superficiali (reef di Licosa) del mare Mediterraneo formate da Vermetidi, simili alle barriere coralline tropicali. A 50 metri di profondità, nelle acque del mare di Ogliastro Marina e Punta Licosa vive la triglia rossa di Licosa, una particolare triglia studiata dalla FAO, che si distingue da quella comune di scoglio per il suo aspetto (colore rosso con sfumature gialle, lunghezza di 11-20 cm, riga blu sugli occhi, bocca piccola con i barbigli) e per il sapore delicato delle sue carni. Sulle spiagge di Castellabate avviene la deposizione di uova della tartaruga marina Caretta caretta, come quella avvenuta a baia Arena nel 2006.

Porti e approdi del mare di Castellabate

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Porto Travierso

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  • Porto turistico-peschereccio di San Marco: struttura portuale banchinata internamente, dotata di capitaneria dipendente dal circondario marittimo di Agropoli, situata nella frazione di San Marco. Ospita barche da pesca e da diporto di lunghezza entro i 16 metri per un totale di 413 posti barca. Viene riparato ad ovest da un molo di sopraflutto a tre bracci e ad est da un moletto di sottoflutto a scogliera. I sui fondali oscillano tra i 0,4 e i 3,8 metri.
  • Porto Travierso o “porto delle Gatte: antico approdo situato a Santa Maria dotato di banchina interna, accoglie piccole imbarcazioni da diporto e gozzi per la pesca.
  • Approdo di Licosa: piccolo approdo che accoglie imbarcazioni da pesca situato a Punta Licosa.

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Spiagge e scogliere di Castellabate

Le spiagge sabbiose di Castellabate

La costa di Castellabate nelle sue diverse insenature presenta numerose spiagge sabbiose, caratterizzate da una sabbia dorata, morbida e fine e da fondali che degradano lentamente nel mare, l’ideale per la balneazione.

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Spiagge Castellabate

Le spiagge sabbiose di Castellabate si fregiano della “Bandiera verde”, un riconoscimento che premia le località balneari che dispongono di spiagge adatte ai bambini secondo indagini redatte da pediatri. Le spiagge sabbiose di Castellabate più importanti sono:

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  • spiaggia del Lago: una delle spiagge più estese di Castellabate (lunga circa 1,5 km) che fiancheggia la frazione Lago, tra punta Pagliarolo e lungomare Bracale di Santa Maria. Nel 2016 ha ottenuto il riconoscimento “La più bella sei tu” di Legambiente, che premia le spiagge più belle d’Italia secondo i vacanzieri. Viene servita da diversi lidi e ristoranti ed è conosciuta localmente con il nome di “Sciome” (fiume) o “spiaggia del giglio bianco”, un fiore selvatico protetto che cresce sul litorale. La spiaggia ricopre in parte una antica cava (VI secolo a.C.) da cui Greci Trezeni estraevano blocchi cilindrici di arenaria (ancora visibili), utilizzati per costruire i templi di Paestum.
  • spiaggia di punta Bracale: piccola spiaggetta di 40 metri collocata alla fine del lungomare Bracale.
  • spiaggia lungomare Bracale: piccola spiaggetta di 20 metri collocata in una piccola insenatura adiacente il lungomare Bracale.
  • spiaggia dei Cantieri navali: piccola spiaggetta di 40 metri collocata in una piccola insenatura adiacente il lungomare dei Cantieri navali.
  • spiaggia di punta dell’Inferno: piccola spiaggetta di 40 metri protetta dal braccio del porto di Santa Maria mai completato, adiacente la piazzetta Punta dell’Inferno.
  • spiaggia dello Scario: piccola insenatura di circa 100 metri nei pressi del lungomare Pepi di Santa Maria. Servita da un lido e da diversi locali nelle vicinanze. Viene denominata localmente “Sotto dà Scicco”.
  • spiaggia delle Croci: piccola spiaggetta di pochi metri mista a massi collocata sul lungomare De Simone di Santa Maria. Accesso agevole mediante apposite scalette. Deriva il nome dalle croci poste sul litorale.
  • spiaggia di Marina Piccola: spiaggia di circa 200 metri di lunghezza collocata nel centro storico di Santa Maria, tra il santuario di Santa Maria a Mare e la torre Pagliarola. Servita da lidi e locali di ristoro nelle vicinanze, viene denominata localmente “Sotto a Chiesa”.
  • spiaggia del Pozzillo: è una delle spiagge più estese di Castellabate (più di un km di lunghezza), collocata nella macchia mediterranea tra Santa Maria e San Marco. Viene servita da diversi lidi e ristoranti. L’accesso è possibile da lungomare Perrotti, piazza Luna Rossa e dalla SR267 (Via del Mare) attraverso varie scale e discese.
  • spiaggia della Grotta, piccola spiaggetta nei pressi del porto di San Marco che deve il nome all’antichissima grotta naturale emersa, dove sono stati ritrovati alcuni reperti paleolitici.
  • spiaggia di punta Ogliastro, spiaggia di circa 200 metri collocata all’estremità di Ogliastro, tra la piazza Giovanni Paolo II e Licosa. Viene servita da diversi lidi e locali nelle vicinanze.
  • spiaggia Baia Arena, insenatura di circa 100 metri collocata all’ingresso della frazione Ogliastro Marina, separata dall’estesa spiaggia di Case del Conte (Montecorice) dal fiume Arena. Viene servita da lidi e locali nelle vicinanze.

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Scogliere e calette di Castellabate

Sono numerose le scogliere, le calette naturali e le spiagge di sassi che compongono la costa di Castellabate. La maggior parte delle calette da Licosa a Ogliastro Marina sono caratterizzate dalla presenza del “Flysch del Cilento”, una particolare roccia sedimentaria, formatasi dall’erosione delle montagne e composta da diverse stratificazioni (alternanze di arenaria, di argilla o marna, di calcare).

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Flysch del Cilento nelle spiagge di Licosa

Questa particolare conformazione degrada lentamente nel mare, dove nelle sue numerose cavità trovano rifugio numerosi organismi animali e vegetali. Le scogliere e le spiagge di sassi più rinomate sono:

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  • baia del Saùco o spiaggia del Vallone, insenatura formata da spiagge di pietre, scogli e sabbia situata a confine tra Agropoli e Castellabate, nei pressi di punta Tresino. Deriva il nome dalla parola “sambuco”.
  • spiaggia delle Marinelle, tratto di mare collocato tra le due punte di Tresino.  La sua costa rocciosa, di difficile accesso, è interessata da fenomeni erosivi dovuta a fattori climatici che la rendono molto accidentata e formata da grandi blocchi con numerose spaccature (diaclasi). In questo tratto di spiagge è possibile ammirare il caratteristico scoglio della Cassa e la fossa di San Giovanni, nota per una leggenda locale.
  • scogliera Punta Pagliarolo, tratto di mare che costeggia l’omonima punta di Tresino. Parte della scogliera è formata da particolarissime sezioni alveolari causate dalla cristallizzazione del sale marino, che con la sua azione espansiva disgrega le rocce arenarie (aloclastismo). In queste spiagge è possibile ammirare diversi scogli caratteristici, come quello “della Tartaruga” e quello leggendario “della Principessa saracena”, formati grazie a fenomeni erosivi che li hanno levigati nel tempo.
  • scogliera lungomare Bracale, tratto di mare che costeggia l’omonimo lungomare di Santa Maria. Alle spiagge è possibile accedere facilmente attraverso apposite scalette.
  • scogliera lungomare dei Cantieri, tratto di mare di facile accesso che costeggia l’omonimo lungomare di Santa Maria.
  • scogliera lungomare De Simone, tratto di mare che costeggia l’omonimo lungomare di Santa Maria, formato da massi piatti e scogli alle cui spiagge è possibile accedere facilmente attraverso apposite scalette.
  • scogliera lungomare Perrotti, tratto di mare che costeggia l’omonimo lungomare di Santa Maria, formato da diversi massi e scogli, alle cui spiagge è possibile accedere facilmente attraverso le scalette dedicate.
  • scogliera di San Marco, tratto di costa che fiancheggia la passeggiata della Grotta, collocata tra il porto di San Marco e il Pozzillo. Alcuni tratti di questa costa è interessata da fenomeni erosivi climatici che hanno portato alla creazione di particolari spiagge fossili. Nella zona più prossima al porto è possibile ammirare il caratteristico scoglio del Coccodrillo.
  • scogliera Vallone alto, tratto di mare le cui spiagge non sono di facile accesso, situato tra il porto di San Marco e punta Licosa dove è possibile ammirare la “Secca di Vatolla” (profonda 6 metri), che si crede possa essere l’isola delle sirene prima del suo inabissamento.
  • isola di Licosa: piccolo isolotto di 160 metri di lunghezza e 40 metri di larghezza caratterizzato da un litorale di scogli e ciottoli famoso per le numerose secche e i limpidi fondali, dove tra la vegetazione marina è possibile ammirare ancora i resti di una villa romana e di una vasca per l’allevamento delle murene (I secolo a.C. – I secolo d.C.). Il nome dell’isola deriva dalla leggendaria sirena Leucosia.
  • scogliera di Licosa: tratto incontaminato di mare che costeggia una vasta pineta, collocato tra l’approdo di punta Licosa e il confine con Ogliastro Marina, caratterizzato da diverse calette, scogli e spiagge di sassi. Si può facilmente notare la roccia tipica che domina tutta la zona: il Flysch del Cilento. Nel 2005 le spiagge di punta Licosa sono state insignite del premio di Legambiente “La più bella sei tu”. Riconoscimento che premia le undici spiagge più belle d’Italia per la loro qualità del paesaggio, gestione dei luoghi, impatto turistico e eccellenze naturalistiche.  L’insenatura più rinomata è denominata “Cala della bella”, con i suoi fondali bassi (ottimi per praticare lo snorkeling) e meno bassi (“Caduta della Bella”), mete di affascinanti escursioni subacquee.
  • scogliera di Ogliastro, costeggia l’intera frazione ed caratterizzata da diverse calette formate da spiagge di ciottoli e dalle rocce tipiche della costa di Castellabate del Flysch del Cilento.

Guarda le immagini delle scogliere, calette e spiagge di sassi di Castellabate


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